La tiene nuda al gelo sul balcone» Fermata la tratta delle orfane Un centinaio di ragazze romene fatte prostituire in zona Fulvio Testi: arti spezzati, sevizie e torture

 

18/06/2010

adozione & affidoDaniela Pozzoli

Sono tre fratelli peruviani abbandonati, rispettivamente di 6, 9 e 12 anni, fin dalla nascita molto uniti tra loro, decisi a stare sempre insieme e forse è proprio per questo che non riescono a trovare una famiglia nel loro paese disposta ad adottarli. I bambini, orfani di entrambi i genitori, hanno vissuto per qualche tempo con uno zio che si prendeva. Poi per una serie di difficoltà economiche e familiari, lo zio si è visto costretto a lasciarli in istituto, poiché riusciva a stento a garantire un tenore di vita dignitoso ai suoi sei figli. Da anni i fratelli vivono in istituto, sognando di poter essere adottati da una famiglia. Periodicamente ricevono la visita della sorella maggiorenne che sarebbe favorevole alla loro adozione. Tutti e tre godono di buona salute. Info: Aibi, 02.988221; aibi@aibi.it

Olivia ha ripreso la scuola Olivia ha dieci anni e la sua storia è quella di tanti bambini che vivono a Hakahana, una bidonville vicino alla capitale della Namibia, Windhoek. Ha dovuto lasciare la scuola dopo la prima elementare perchè troppo lontana da raggiungere a piedi e i suoi genitori non avevano come pagare il pullman. Rimasta orfana (entrambi i genitori sono morti di Aids), Olivia è andata a vivere con il nonno che però la trattava male. La salvezza per lei arriva con l’ammissione alla Ombili Bridging School gestita da Child Hope Initiative, una delle associazioni che collaborano con Terre des hommes in Namibia. Lì Olivia ha potuto riprendere i suoi studi. La scuola è anche un convitto dove durante la settimana gli alunni possono dormire e Olivia si ferma volentieri assieme al fratello. Per lei si cercano dei sostenitori (25 euro al mese). Info: Terre des hommes Italia, tel. 02.28970418, info@tdhitaly.org.

I CARABINIERI DI MONZA HANNO ARRESTATO 47 PERSONE: «PRESI GRAZIE A INTERCETTAZIONI»

«La tiene nuda al gelo sul balcone»
Fermata la tratta delle orfane

Un centinaio di ragazze romene fatte prostituire in zona Fulvio Testi: arti spezzati, sevizie e torture

     

     

    Intevento dei carabinieri in viale Sarca (Photomasi)
    Intevento dei carabinieri in viale Sarca (Photomasi)

    MILANO – Schiave del sesso segregate sul balcone, seminude, a meno sette gradi. Oppure in casa, con le finestre aperte e i piedi nell’acqua fredda. Torturate e costrette a prostituirsi anche con le ossa rotte. Minacciate: «Trovi tuo figlio di 3 anni morto». Le vittime, dal 2008 a oggi, sono state 104 giovanissime romene, dai 14 anni in su, alcune delle quali reduci da uno dei tristemente noti orfanotrofi del Paese (di giovedì la notizia dello sfruttamento di bambini, in cambio di pochi euro, da parte di una rete internazionale di pedofili). E’ un orrore senza nome quello che emerge dopo la «retata» dei carabinieri di Monza, che all’alba di venerdì, a conclusione dell’operazione «Fata», hanno arrestato 47 persone (38 delle ordinanze sono state eseguire in carcere), quasi tutte appartenenti a due nuclei familiari romeni imparentati tra loro, gli Stoica e i Candoi, più un albanese, un egiziano ed un cittadino italiano. Gli arresti sono avvenuti nelle provincie di Milano, Rimini, Pavia e Como; l’accusa è quella di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani ed allo sfruttamento della prostituzione. L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano su richiesta del sostituto procuratore Ester Nocera della Direzione distrettuale antimafia.

     

    LA TRATTA – «Le prostitute – spiega il sostituto procuratore della Repubblica, Ester Nocera – sono quasi tutte giovanissime, di solito appena sopra i 18 anni, e tra loro vi sono anche 24 minorenni: le più giovani avevano appena compiuto i 14 anni. Questo perché – continua Nocera – gli sfruttatori andavano a reclutare le ragazze in un istituto per orfane di Giurgiu, un paesino a 60 chilometri da Bucarest, dove le giovani potevano stare fino alla maggiore età, dopo di che nessuno si prendeva più cura di loro». Sei 14enni sono state rapite direttamente dall’orfanotrofio: una ragazza ha raccontato che gli sfruttatori le hanno portate via in pigiama. In un altro caso, il marito ha «affittato» la moglie dicendo ai suoi sfruttatori di picchiarla e minacciandola: «O ti metti a lavorare come si deve e fai arrivare i soldi a casa, altrimenti quando torni in Romania trovi tuo figlio di tre anni morto». Una bambina di 14 anni è stata venduta dalla madre, che ha presentato un falso certificato di morte del coniuge per farla espatriare. Molte ragazze sono state illuse con la promessa di un impiego come badante o baby-sitter, o convinte a venire a battere i marciapiedi italiani «per tanti soldi e pochi problemi» (in Romania la prostituzione in strada è molto rara perché prevede pene severissime).

    LE TORTURE - Le donne venivano tenute in appartanti fra Milano e Sesto e fatte prostituire in viale Sarca e viale Fulvio Testi. Allucinanti gli episodi di sevizie e torture. In un’intercettazione riportata nell’ordine di arresto un indagato dice ad un altro: «Cugino devi essere furbo perché la ragazza potrebbe scappare. Da tre giorni volevo chiamarvi per dirvi che lui la tiene nuda, in ginocchio sul balcone, apre tutte le finestre e la tiene con i piedi nell’acqua fredda come i detenuti. È inutile che quello mette la sua ragazza in bermuda e canottiera sul balcone a meno sette gradi. Dagli un consiglio, digli di non fare questo perché è meglio metterla in bagno e picchiarla, ammazzarla, ma non permetterle di gridare all’aperto che qualcuno la potrebbe sentire». In un’altra intercettazione una ragazza litiga con un indagato. Lui le dice: «Vuoi che ti rompa anche l’altro braccio?». E lei risponde: «Non posso uscire, sto male, non posso neanche sedermi in macchina. Lasciami – dice piangendo – anche a letto mi viene male, ho il braccio rotto, non so cosa ho». I carabinieri hanno documentato che quella stessa ragazza è stata costretta a prostituirsi con il braccio ingessato.

    IL GIRO D’AFFARI – Secondo quanto accertato dai carabinieri, il giro d’affari del gruppo era di circa 10 milioni di euro l’anno. L’«affitto» di un tratto di marciapiede in zona Fulvio Testi, a Milano, valeva 100 mila euro all’anno. «Be’ dammi almeno 100 mila euro e poi vediamo», rispondeva uno dei componenti dell’organizzazione criminale a un altro del giro che chiedeva di piazzare le sue ragazze in un tratto del viale, evidentemente monopolizzato dalla banda. Alla cifra si aggiungeva ovviamente l’incasso della prostituta, anche 800 euro a notte, la maggior parte dei quali finiva agli sfruttatori. L’operazione, come ha precisato nel corso di una conferenza stampa il sostituto procuratore Ester Nocera, ha sgominato «una delle più organizzate e ramificate bande dedite allo sfruttamento della prostituzione».

    GLI ARRESTI – «La maggior parte degli indagati – spiega il colonnello dei carabinieri, Giuseppe Spina – ha legami di parentela: a gestire l’attività di prostituzione erano infatti gli Stoica e i Candoi, due famiglie della cittadina rumena di Giurgiu. Il giro deve essere iniziato almeno nel 2006 – continua l’ufficiale – . C’erano persone che reclutavano le ragazze in Romania e altre che le facevano prostituire in Italia. Chi procacciava le giovani – conclude il colonnello – riceveva dai 1.200 ai 3mila euro per ogni ragazza a seconda della sua bellezza».

    LE INTERCETTAZIONI – Fondamentali per l’indagine le intercettazioni telefoniche. Senza, «di certo non avremmo avuto un risultato così importante. Ne avremmo arrestati solo quattro», ha detto il pm Ester Nocera. I quattro indagati che secondo il pm sarebbero stati arrestati sono quelli accusati di tratta di esseri umani. Per tutti gli altri le accuse sono di sfruttamento della prostituzione e in questo caso, senza le registrazioni delle telefonate in cui descrivono le sevizie e prendono accordi economici, «sarebbe stato molto difficile trovare le prove per arrestarli».

    Redazione online
    18 giugno 2010

     

     

    CERCO UNA FAMIGLIA… CERCO AMORE… CON IL TUO MOUSE ENTRA NEL MIO CUORE

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    0205.gifadozionadozione & affidoDaniela Pozzoli

    Nico e Fabio sono due fratelli di 11 e 9 anni che vorrebbero vivere insieme. Attualmente risiedono in comunità poiché i loro genitori non sono in grado di rispondere a tutti i loro bisogni: il papà si è trasferito al sud, lasciandoli soli. La giovane mamma è troppo fragile e concentrata sui suoi problemi per poterli seguire da sola. I due ragazzini hanno un fratellino più piccolo, affetto da disabilità, che si trova in un centro di riabilitazione. Nico e Fabio in comunità hanno dimostrato buone capacità di adattamento: sono benvoluti sia dai compagni che dagli educatori. Sono bravi a scuola e sono molto uniti oltre che dal loro legame affettivo anche dalla passione per lo sport. Con gli educatori della comunità hanno cominciato a rielaborare la separazione dai genitori e sono consapevoli che non rientreranno presto a casa. Per questo sperano di trovare due genitori che possano accoglierli. La famiglia dovrebbe risiedere in zona Monza – Brianza con figli più grandi oppure senza figli, ma con esperienza con i preadolescenti. Info: Servizio affidi Tepee, Albiate (Monza); tel: 0362.931469; affidialbiate@tiscali.it

     

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    ORFANI SENZA FUTURO

    ENTRA NEL DIARIO SCRITTO DA GABRIELE CERVI: LA FAMIGLIA NEGATA 1995 .2005 IN PDF DIGITA  QUI SOTTO:

     


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