GABRIELE CERVI LA FAMIGLIA NEGATA NOTIZIE DI UN CRIMINE SOCIALE

 

 

GABRIELE CERVI   

ERE IL MIO DIARIO DIGITA QUI

SEGUE  modules.


LA FAMIGLIA NEGATA

NOTIZIE DI UN CRIMINE SOCIALE

LETTERE(1995 – 2007 )

 

TESTO AUTOFINANZIATO

CONTRORAPPORTO INVIATO ALL’ONU IL 21 DICEMBRE ‘02 SULLA

CONDIZIONE DEI MINORI ITALIANI E NON ABBANDONATI E

ISTITUZIONALIZZATI

” ….La famiglia è la prima scuola, anzi una scuola permanente

in cui l’educazione all’amore non avviene con aride nozioni,

ma con la forza incisiva dell’esperienza. “

Giovanni Paolo II

info@aiutobambini.it

E mail: cervi.gabriele@libero.it

Breve profilo dell’autore

Gabriele a 4 anni, asilo 1960

Sono stato parcheggiato in Brefotrofio per tre anni, poi la fortuna ha voluto che incontrassi i

miei genitori. Gli anni passati in Brefotrofio mi causarono seri problemi di salute e interpersonali,

più che parlare sillabavo, non sapevo esprimermi adeguatamente e facevo fatica ad apprendere.

Ho un bruttissimo ricordo della prima elementare, in quanto la maestra, mi picchiava sulle mani

con un bastone perchè dovevo, io mancino, imparare a scrivere con la destra. A suo dire i mancini

erano dei disabili…dei dementi.

Questi fatti criminosi mi procurarono complessi e insicurezze che ahimè mi accompagnarono

per molti anni della mia vita. I miei genitori, dopo questi accadimenti si trasferirono a Cremona e

mi fecero ripetere la prima elementare.

Sono sempre stato un bambino molto timido e spesso mi isolavo in modo asociale. Giorno dopo

giorno però, aiutato dalla mia famiglia e da ciò che intuivo nelle persone che frequentavo, sono

cresciuto. Ho passato un brutto periodo, la mia infanzia non è stata felice, ma posso affermare di

essere stato e di essere ancora oggi una persona molto fortunata, grazie al caso che mi ha fatto

incontrare dei bravi genitori.

In seguito ho avuto la fortuna di farmi io stesso una stupenda famiglia. Ho imparato anche una

qualità importante, che è quella di non essere invidioso di alcuno e di essere sempre una persona

trasparente.

Ho conosciuto e conosco tante persone, che all’apparenza sembrano felici, persone che vivono

ogni giorno purtroppo di mera apparenza, di compromessi con gli altri ma soprattutto con se stessi e

che per questo ritengo tristemente squallide e infelici. Persone false, invidiose, egoiste a tal punto

che non sanno amare il prossimo. E mi domando che cosa potranno trasmettere siffatte persone ai

propri figli se non disvalori che poi alla fine sono il nulla. Persone spregevoli, perse nel proprio

qualunquismo e malate di stupida onnipotenza.

Attualmente sono impiegato presso una scuola professionale che ha come utenza diversi

disabili. Sono impegnato nel volontariato, sono fondatore con altri e Presidente del “Gruppo di

Autoaiuto Contromobbing” (associazione Onlus) di Cremona.

Tale associazione ha lo scopo di fornire documentazione, strategie di difesa, assistenza per la

salute psico- fisica, per la tutela dei diritti civili e la dignità individuale alle persone perseguitate

nella società e nel lavoro da azioni ignobili (metodo conosciuto con il termine “Mobbing”). Questa

associazione fa volontariato puro in quanto non ha mai ricevuto contributi ne pubblici ne privati e

vive con l’aiuto disinteressato e l’autofinanziamento dei soci fondatori.

PREMESSA

1a lettera

Lettera aperta dedicata a mio Padre Cervi Italo che da lassù non manca mai di

proteggermi e di aiutarmi.

La mente umana è così complessa che, credo, non si possa mai giudicare d’acchito

nessuno. Io ho delle sicurezze trasmesse da mio padre, ma ho anche molte insicurezze

trasmesse dalla vita, dalla mia formazione, dal mio passato, dal mio presente.

Per esempio, è durissimo restare onesti, perché è una battaglia continua, primo contro se

stessi perché si intuisce la propria diversità verso una società falsa, secondo perché i tuoi

interlocutori occasionali sono spesso determinati, spietati e talmente ipocriti che a volte non ti

lasciano uno spiraglio per sopravvivere. La diversità nasce perché vedi nella vita di tutti i

giorni, sul lavoro, ma anche fuori dall’ambito lavorativo, che l’illegalità (per esempio: le molte

persone che, certamente non per merito trovano lavoro e fanno carriera!…. E questo è già un

crimine sociale in quanto tale sistema non persegue le pari opportunità. ) supportata dalla

falsità, da furbizia e da una buona dose di cinismo e clientelismo che con il tempo si è

legittimato e massificato sempre più (visto purtroppo che nulla cambia in meglio) anche

perché è il sistema stesso in cui viviamo che la resa tale.

Sono sempre stato consapevole che chi gestisce questo sistema può contare sulla infinita

compiacenza dello status quo, eppure, nonostante questa consapevolezza, io continuo a lottare

ed a rischiare. D’altronde non potrei fare altrimenti in quanto è appunto una certezza (fra le

tante falsità ormai massificate) che mio padre mi ha lasciato in eredità.

Una persona cara, vive nel nostro cuore, solo se il messaggio che ci ha trasmesso risulta

indelebile in noi stessi, e riesce a fondersi in simbiosi con il nostro attuale modo di vivere.

Se non fosse così, sarebbe come tradire e rinnegare mio Padre.

Una persona cara, una persona che nella vita è stata vera, vive in noi fino a quando il

ricordo che ci portiamo appresso è puro e mai nessuno potrà fare morire in me il dolce

ricordo che ho di mio padre.

E’ innegabile del resto che quello che siamo oggi, nel bene e nel male lo dobbiamo

unicamente e principalmente a quello che la nostra famiglia ha saputo trasmetterci (oltre al

DNA) . Noi siamo dei semplici esecutori, nel bene e nel male, ma possiamo però durante il

nostro percorso di vita migliorare o peggiorare questo alla fine è quello che fa la differenza…

GRAZIE PAPA’ ITALO

Grazie papà per avermi dedicato tanto del tuo tempo

Grazie papà, per la tua pazienza

Grazie papà per avermi regalato tanti momenti felici

Grazie papà per avermi costruito giocattoli stupendi

Grazie papà per avermi trasmesso dei valori veri quali: l’onestà, la

semplicità, la bontà, la solidarietà, tutti valori che poi nel corso della vita

mi sono serviti a crescere, a maturare ma soprattutto a diventare una

persona vera

Grazie papà perché sei stato un vero genitore

Grazie papà per i tanti sacrifici fatti per farmi crescere dignitosamente

Grazie papà perché mi hai fatto capire l’importanza della famiglia

Grazie papà perché nella tua immensa bontà e semplicità sei stato unico

e vero

Grazie papà perché ti sei con gioia consumato per la famiglia

Papà io a volte, non sono stato un bravo figliolo , ma tu sei stato sempre

un bravo papà.

CIAO PAPA’

Tuo figlio Gabriele


 

ERE IL MIO DIARIO DIGITA QUI

SEGUE  modules.


 

MI VUOI IN AFFIDO: Paolo è un bel bambino di 8 anni a cui piace disegnare e leggere, anche se a scuola fa un po’ fatica; ama molto lo sport. Intelligente e desideroso di affetto, si trova in comunità da circa un anno e mezzo insieme con i suoi fratelli pe

Angel-2.jpgadozioni0205.gif & affido

Paolo è un bel bambino di 8 anni a cui piace disegnare e leggere, anche se a scuola fa un po’ fatica; ama molto lo sport. Intelligente e desideroso di affetto, si trova in comunità da circa un anno e mezzo insieme con i suoi fratelli perché i genitori non possono occuparsi di loro. Il bambino ha vissuto male i conflitti tra madre e padre, a volte aggressivi e violenti, a volte incuranti dei bisogni dei figli. Per questo Paolo ha un forte bisogno di attenzioni e di essere accolto in una famiglia (residente in Lombardia) con una mamma casalinga o che lavori part-time, senza figli o con figli più grandi di lui per un progetto di affido che sarà a lungo termine. Info: Servizio intercomunale affidi di Monza, tel.: 039.320649; email: servizio.affidi@comune.monza.it (chiedere di Motta o Norreri).

 

La famiglia di Moe Pa Pa, dodicenne birmana, è composta dalla madre e da 7 fratelli. I più grandi si sono trasferiti per poter lavorare come domestici o pastori, la madre è bracciante stagionale nelle risaie e non ce la fa a far quadrare il bilancio; solo Moe Pa Pa e le due sorelle più piccole per ora vanno a scuola. La loro casa di legno e bambù non ha né elettricità né acqua né bagno. Avsi è entrata in contatto con la comunità del benedettino Padre Ben che è presente in molti villaggi e ha aperto un canale per sostenere l’educazione dei bambini dei villaggi. È stato proprio il religioso a chiedere un sostegno a distanza per Moe Pa Pa che è bravissima a scuola e di buon cuore. Moe Pa Pa ha anche un bel carattere, è obbediente e in salute, ama il calcio e da grande vorrebbe prendere i voti. Il sostenitore a distanza dovrebbe garantire gli studi alla bambina fino alle superiori. Info: Avsi 0547/360811; sostegno.distanza@avsi.org Daniela Pozzoli

jnativty.gif (9174 bytes)

 

 

 

 

 

 

Cerco Famiglia a cura di Daniela Pozzoli

adozione & affido

 

 

 

 

ERE IL MIO DIARIO DIGITA QUI

SEGUE  modules.

 

GABRIELE CERVI LA FAMIGLIA NEGATA NOTIZIE DI UN CRIMINE SOCIALEultima modifica: 2011-02-01T20:37:00+00:00da mobbing21
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento